IL BOSCO NUOVO
Prova di resistenza attiva tra gli olivi del Salento
Il luogo è nel cuore dell’Arneo, precisamente tra Boncore e Le Fattizze denominato “Carignani”.
Benchè luogo marginale e fuorimano è uscito nei libri di storia come epicentro delle lotte contadine e dell’occupazione delle terre nel ’50.
Fu proprio qui la roccaforte degli occupanti, poi presa dalla polizia del famigerato commissario Magrone e proprio qui furono bruciate le 200 biciclette dei contadini-occupanti.
Sono passati settant’anni, i primi assegnatari non ci sono più, i figli per lo più hanno fatto altro che coltivare olivi, molti sono emigrati.
In un pezzo di queste “chisure” con olivi secolari sparsi stiamo effettuando una prova generale di ricostruzione del paesaggio.
In questo campo di due ettari e mezzo ci sono appunto settanta olivi monumentali, curati con passione, ma purtroppo con chiari segni di disseccamento.
Abbiamo deciso di non rimanere passivi, rancorosi a rimuginare di complotti, di colpevoli, di macchinazioni, oppure di contributi della regione, di soldi, di domande da fare ecc
Faremo quello che per millenni i contadini hanno sempre fatto: seccato un albero se ne pianta un altro.
Il concetto è semplice eppure non è di dominio comune.
Anzi, piantare alberi, oggi, per i più è una incognita, un mistero, un sentiero inesplorato.
Allora questa è la novità che vogliamo proporre: facile facile.
In questo oliveto ammalato stiamo creando un bosco-frutteto naturale.
Siamo contrari alla monocultura, peggio se intensiva con iperconsumo di acqua e di chimica e di pesticidi.
(Non è escluso che nel Salento siamo arrivati a questo disastro proprio per colpa di diserbanti, insetticidi e concimi chimici, che hanno provocato la scomparsa di insetti utili, di lucertole e uccelli predatori naturali di sputacchine e insetti vettori vari).
Quindi in questo nuovo impianto pilota di bosco frutteto stiamo piantando alberi di bosco, arbusti e piante da frutto e tutto quello che troviamo tra varietà più o meno selvatiche e autoctone
Sono colture tradizionali da coltivare in aridocoltura, con poche necessarie irrigazioni di soccorso il primo anno, coltivazioni facili e possibili, ovviamente senza trattamenti chimici.
Quindi: di fronte alla prospettiva di abbandono – desertificazione, disastro ambientale e paesaggistico, è necessario, obbligatorio iniziare da subito a piantare nuovi alberi, anche in mezzo agli ulivi malati, e veder crescere nuova vita.
Si spera che queste esperienze/esperimenti/prove generali vadano bene e siano contagiose (sarà senz’altro così, non può essere diversamente), e che il Salento dia una prova di resistenza attiva e di energia positiva che stimoli pensieri e pratiche positive, che sono tra l’altro le uniche che spengono i pensieri cattivi che dilagano in questi periodi complicati.
